In questi giorni sono venute a galla le spese folli di assessori e consiglieri regionali lombardi, in buona parte leghisti, che hanno utilizzato denaro pubblico, destinato alle spese legate all’attività politica, per acquistare dolci, gratta e vinci, telefoni e computer di grido, creme i bellezza, finanche munizioni per il proprio fucile da caccia.

Sebbene questi atteggiamenti siamo da biasimare c’è un altro aspetto poco noto, che reputo ancora più disdicevole, perché fatto in modo legale con il benestare degli altri partiti: sfruttando il comma 2 dell’art. 74 della finanziaria Bossi-Berlusconi del 2001, Radio Padania, in quanto Radio Comunitaria, può acquisire frequenze in deroga a ogni regolamento locale, su tutto il territorio nazionale (usufruendo, tra l’altro, di un cospicuo contributo governativo di oltre un milione di euro).

In pratica si impadronisce gratuitamente di una frequenza, e dopo 90 giorni, divenutane proprietaria, la “passa” ad un’emittente commerciale. Come afferma Luigi Nicolardi, sindaco di Alessano (provincia di Lecce), “non è ancora chiaro perché in un momento in cui il mercato delle frequenze è bloccato e i network commerciali non possono acquisire nuove frequenze sul territorio nazionale, perché vietato per legge, gli stessi possono aggirare l’ostacolo proprio “permutando” alcune loro frequenze con quelle meridionali di Radio Padania, che in questo modo ha garantita l’esclusiva su tutto il territorio nazionale”

Quindi prima l’emittente Lombarda acquisisce la frequenza, reclamando la necessità di far conoscere anche ai “Meridionali” il pensiero Padano. Poi, trascorsi 90 giorni, si accorge che in quel territorio non è necessario trasmettere, la “passa” ad una radio commerciale, e sceglie un’altra zona. E si riparte…

Un esempio è ciò che si è verificato ad Alessano dove ora, la frequenza “occupata” qualche mese fa da Radio Padania Libera, è passata a RTL 102.5!

Alla faccia di “Roma ladrona”!