Un servizio appena trasmesso su Striscia la Notizia mi da l’input per l’articolo di oggi: l’approssimazione con cui lavorano alcune testate giornalistiche.

Nello specifico, il tg satirico di Antonio Ricci ha parlato del caso di un bambino disabile a cui il parroco avrebbe negato il sacramento della Comunione. Carta stampata, siti di news online ed alcuni telegiornali hanno rilanciato questa notizia provocando anche reazioni smodate (come atti vandalici verso la canonica del sacerdote protagonista della vicenda).

In realtà l’Avvenire ha illustrato come stiano i fatti nella realtà: il parroco, in accordo con i genitori del ragazzo, ha proposto un approccio ad-hoc per preparare al meglio il ragazzo ad accostarsi al Sacramento.

Un altro caso che vorrei utilizzare a mo di esempio è quello del bambino finito in coma dopo l’applicazione di un cerotto antidolorifico. In realtà i cerotti erano 3 ed il piccolo è andato in overdose da oppiacei ma per alcuni telegiornali evidentemente il titolo “in coma per un cerotto” era di maggior effetto!

Maestri nei titoli “gonfiati” sono i giornalisti di libero.it: il 90% dei titoli della testata on-line nascondono in realtà delle “non-notizie” o sono dei “rumors” dati per certezze!