Dopo la tragedia del Concordia, con il naufragio davanti all’Isola del Giglio, si è scritto molto riguardo alla sicurezza della navigazione e su come sia possibile che nel 2012 non esista un sistema di rilevamento real time delle rotte.

In realtà esiste un progetto, basato sull’AIS (Automatic Identification System) che permette di monitorare il traffico marittimo delle navi di grossa stazza (tra cui, quindi, anche quelle da crociera), che devono avere un transponder installato a bordo.

I dati possono essere visualizzati da tutti sul sito www.marinetraffic.com

C’è da chiedersi come mai la rotta “anomala” non sia stata rilevata dalla capitaneria di porto competente.

Le ipotesi sono 2: o il trasponder è stato spento (senza che nessuno se ne curasse!), o questi passaggi così ravvicinati alla costa non erano così “insoliti”.  In entrambi i casi credo che anche le autorità competenti debbano assumersi le proprie responsabilità.