La morte o la fame?

Questo è il triste dilemma a cui si trovano loro malgrado a rispondere migliaia di tarantini.

Naturalmente, posto che ci sia una risposta, non saranno certo loro a scegliere!

Lavoratori e cittadini sono invece usati come pedine in un gioco macabro tra poteri: azienda, istituzioni, associazioni a combattere una guerra a cui non avremmo mai voluto assistere.

L’ultimo atto (per ora): 500 operai “pedine” licenziati dopo l’arresto dei vertici dell’azienda, con minaccia di chiusura dello stabilimento di Taranto (e non solo!).

Povera Italia!