I 15 secondi di oggi sono dedicati ad una delle attività che hanno caratterizzato il Salento nel passato e che oggi è andata un po scemando: l’apicoltura.

Nonostante sia ormai ottobre inoltrato è grande il viavai di api davanti a queste arnie

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Il mio blog sull’apicoltura

Una delle mie passioni è l’apicoltura.

Avevo pensato di scrivere di tanto in tanto qualche articolo sull’argomento.

Ieri però, riflettendoci un pò, ho deciso di dedicare alle mie “amiche” api un blog tutto loro!
Ecco quindi a voi www.pocca.it/apicoltura

Buona lettura!

 

In questo stupendo video, la nascita della regina in un alveare.

Dalla cella reale, attorniata dalle “ancelle”, pian piano fa capolino la regina, pronta a “regnare” nella famiglia di origine o a sciamare insieme ad altre api della colonia, formando una nuova famiglia.

Nel mondo dell’apicoltura, una delle domande a cui é piú difficile rispondere non riguarda le tecniche di allevamento di questi laboriosi insetti, bensí le “impellenze” burocratiche a cui chi si vuole dedicare a questo “mondo”, anche se solo dal punto di vista hobbistico, si deve attenere

Ancor di piú se ci si trova ad operare in territori dove la cultura dell’approssimazione regna sovrana.
Con questo articolo cercheró di dare una mano a chi, in Puglia, vuole “mettersi in regola” ma non riesce a capire cosa deve fare (infatti ogni regione ha delle differenti procedure).
Come molti già sanno la legge nazionale di riferimento é la n. 313 del 24 dicembre 2004, che all’art. 6 prevede la “denuncia degli apiari e degli alveari e comunicazione dell’inizio attività”.
Inoltre, con il Decreto del Ministero della Salute del 4 dicembre 2009, viene istituita l’anagrafe apiretica nazionale.
Ma non vi lasciate spaventare!
Basterà inviare ai Servizi Veterinari di competenza della vostra zona una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà in cui comunicare il numero di famiglie posseduto e contestualmente richiedere l’attribuzione di un codice aziendale (che sarà identificativo dell’apiario).
La stessa dichiarazione, per conoscenza, deve essere inviata al Comune dove sono ubicate le arnie.
A distanza di qualche giorno/settimana sarete contattati dal responsabile dei Servizi Veterinari della zona, che verrà ad effettuare un sopralluogo, georeferenziando la postazione e consegnandovi un certificato in cui é riportato il codice identificativo dell’apiario.
Nota importante: non mi é stato richiesto nessun pagamento per il servizio ricevuto!
L’ultimo passo da compiere é l’acquisto di un “registro di carico/scarico allevamento animali” (generico) e di un “registro dei trattamenti medicinali”, da far timbrare (ancora una volta dai Servizi Veterinari di competenza della vostra zona) e tenere aggiornato.
Potrebbe inoltre essere utile avere il cosiddetto “foglio rosa”: un modello in 4 copie da compilare in caso di cessione di famiglie ad altri apicoltori (dichiarazione di provenienza e di destinazione degli animali).

Apicoltura: come armare un telaino

Tra le operazioni che un apicoltore deve saper fare c’è sicuramente l’applicazione dei fogli cerei ai telaini.

L’attrezzatura necessaria è:
-Telaino
-Foglio Cereo
-Filo (meglio se acciaio inox)
-Zigrinatore (l’attrezzo che serve a rendere ondulato il filo, per una miglior “presa” alla cera)
-Alimentatore/Caricabatterie (9 o 12 V è l’ideale)
-Chiodini
-Martello
-Un libro della misura del foglio cereo (o un po’ più piccolo) da usare come peso.

La prima operazione da effettuare è quella di infilare il filo nel telaino.
Un piccolo trucco: per velocizzare l’operazione è più facile partire dai fori centrali. Però è necessario avere il filo libero da entrambi i capi. Una volta prese le misure quindi utilizzate uno spago per tagliare i “pezzi” della lunghezza desiderata.

Si avvolgono allora le estremità a 2 chiodini fissati per metà sul telaino, avendo cura di tendere il filo il più possibile.

A questo punto si usa lo zigrinatore, che formando delle “onde” favorirà la presa della cera.

Si appoggia quindi il foglio sul telaino, avendo cura di non inclinarlo e si posa sopra il peso, che ha lo scopo di spingere in modo omogeneo la cera sul filo (cosa che riuscirebbe difficilmente con le mani).

Usiamo i 2 chiodini per immettere corrente nel circuito che abbiamo creato e dopo pochi secondi l’acciaio riscaldandosi comincerà a penetrare nel foglio.

Ci fermiamo prima che lo attraversi del tutto e con il martello finiamo di inserire i 2 chiodi nel telaino.

Ecco un video che ho creato per un portale qualche tempo fa: