E’ di qualche settimana fa il trionfale annuncio della più famosa compagnia low-cost d’europa, con cui veniva festeggiato il sorpasso del numero di passeggeri trasportati in Italia nel 2011 nei confronti di Alitalia.

Secondo la Ryanair ben 28.000, contro i 25.000 della compagnia Italiana.

Ecco che arrivano però i dati ufficiali dell’Enac che ribaltano il verdetto: Alitalia batte Ryanair 25.000 a 22.000!

Ironiche le scuse della compagnia irlandese che promette “torture” per i responsabili dell’errore, oltre ad assicurare che il sorpasso sia solo rimandato!

Non sarebbe il caso però che della vicenda se ne occupino anche le Authority competenti, considerato che entrambe le compagnie sono quotate e che informazioni del genere possono turbare i mercati?

Ryanair e le nuove tasse

La maggior parte dei viaggiatori che utilizzano per i propri spostamenti la compagnia low-cost Ryanair si saranno senz’altro accorti che da dicembre anche in Italia non è più possibile acquistare biglietti senza pagare delle spese amministrative (6 euro a persona a tratta!), salvo essere in possesso della loro prepagata (Ryanair Cash Passport)
Tralasciando il fatto che per averne una sia necessario il passaporto (cosa di per se già anomala), la stessa ha costi e limitazioni che la rendono tutt’altro che consigliabile, a meno che non si utilizzi la compagnia Irlandese con molta frequenza.
Si parte con un canone di emissione di 10,00 euro (che per la verità viene “coperto” da un voucher utilizzabile per un altro volo) per poi aggiungere una commissione di 3 euro per ogni ricarica da effettuare tramite il loro sito, con un’altra carta intestata alla stessa persona. L’importo minimo da ricaricare è di 175,00 euro e se non si effettua nessuna ricarica per un semestre, scatta un canone mensile di 3,00 euro.

Prelievi ed acquisti sono soggetti ad una commissione aggiuntiva del 5,75%.
Inoltre, per i soli prelievi, si applica un costo di 2,00 euro per le operazioni che riguardano la moneta unica e di 5,00 euro per tutte le altre.

Da qualche giorno poi, due nuovi “balzelli” devono essere sommati al costo del biglietto: la “tassa EU261” (2,00 euro) e la “Tassa ETS” (0,25 euro)

EU261 ETS

La prima nasce per far fronte ai costi legati alla normativa EU 261 in casi di “forza maggiore” in cui la compagnia non è responsabile per ritardi o cancellazioni di voli.

La seconda per rientrare delle maggiori uscite dovute all’imposizione alle compagnie aeree da parte dell’Unione Europea, di acquistare l’equivalente del 15% delle proprie emissioni di CO2, nell’ambito del Sistema di Scambio delle Emissioni europeo (ETS).

I prezzi applicati dal vettore Irlandese rimangono comunque tra i più interessanti sul mercato, anche se i voli a pochi centesimi che l’hanno reso famoso sono ormai un lontano ricordo.

Ryanair